Determinismo e Libero Arbitrio

Determinismo e Libero Arbitrio

Alle frontiere della Meccanica Quantistica, alle origini del pensiero occidentale

Incontro con Gerard ‘t Hooft (Nobel per la Fisica 1999), Emanuele Severino e Piero Coda

13 maggio 2017, dalle ore 15

Centro Congressi Fondazione Cariplo
Via Romagnosi, 8
Milano

Comitato Organizzatore: Marco Dotti, Marcello Esposito, Fabio Scardigli

Milano ospita in Maggio un evento della massima rilevanza culturale organizzato dall’associazione Communitas: il Premio Nobel per la Fisica del 1999 Gerard ‘t Hooft, il filosofo Emanuele Severino e il teologo Piero Coda si confrontano su un tema che si trova ad un tempo alle radici della Meccanica Quantistica, la più enigmatica teoria fisica, e alle origini stesse del pensiero occidentale: la contrapposizione e l’intreccio tra determinismo e libero arbitrio.

PROGRAMMA

h 14:30 – 15:00 *** arrivo e apertura lavori

Relazioni
h 15:00 – 15:20  Gerard ‘t Hooft: “Is there free will in a Theory of Everything?” (è prevista la traduzione simultanea)

h 15:20 – 15:40 Emanuele Severino: “Fenomenologia, Liberà, Causalità'”

h 15:40 – 16:00 Piero Coda: “Libertà, Grazia, Relazione”

Repliche
h 16:00 – 16:45  modera F. Magni

Dialogo con il pubblico
h 17:00 – h 18:00 dialogo con il pubblico ed altri interventi

 

Ingresso libero

Centro Congressi Fondazione Cariplo, via Romagnosi 8, Milano

Le declinazioni del tema (legge o caso, libertà o necessità, …) sono state innumerevoli nel corso dei secoli e hanno attraversato e diviso tutti i campi del sapere e dell’esperienza umana. La stessa definizione di Uomo e il rapporto con la Natura e Dio sono stati indissolubilmente legati ad un’interpretazione di tale diade.

«Dio non gioca a dadi» diceva Albert Einstein, determinista convinto. Ma la comparsa della Meccanica Quantistica, negli anni Venti del secolo scorso, e la sua radicale contrapposizione concettuale con la Relatività Generale, ripropone da decenni nel dibattito fisico-filosofico gli antichi dilemmi tra caso e necessità: la Natura è deterministica? E l’Uomo e’ libero? Newton ed Einstein avrebbero risposto affermativamente alla prima domanda, che tuttavia oggi appare inestricabilmente connessa con la seconda, alla luce di nuove “bizzarre” visioni prodotte dalla ricerca quantistica.

Elaborazioni come quelle del free-will theorem (“il teorema del libero arbitrio”) dei matematici Conway e Kochen, e la molto dibattuta interpretazione deterministica della meccanica quantistica proposta da ‘t Hooft, ravvivano nella Fisica moderna i rapporti con le antiche radici filosofiche. Il Divenire e’ davvero Reale, come sembra a tutti nell’esperienza di ogni giorno? L’Evento Elementare e’ davvero, nel senso radicale richiesto dalla Meccanica Quantistica, un prodotto del Caso? Pare riproporsi oggi, ancora una volta, lo scontro tra Eraclito e Parmenide.

Quali le conseguenze di questa visione della Natura nelle nostre concezioni dell’Uomo e di Dio? E’ dunque possibile interrogare e farsi interrogare da fisica e filosofia teoretica? Il termine “teoria” ha la stessa radice di “vedere”. Aprire questa riflessione, questo “vedere”, accompagnati da un teologo, in un dialogo fra un grande fisico e un grande filosofo, potrebbe spalancare nuovi scenari. E confermarne altri.

 

Emanuele Severino

 

 Emanuele Severino (Brescia 1929), già ordinario di Filosofia teoretica all’Università di Venezia, è professore emerito della stessa Università. Accademico dei Lincei è autore di opere fondamentali tra le quali: La Struttura Originaria (1958), Studi di filosofia della prassi (1962), Essenza del nichilismo (1972, 1982), Destino della Necessità (1980), Oltre il linguaggio (1992), Tautòtes (1995), L’Anello del ritorno (1999), La Gloria (2001), Fondamento della contraddizione (2005), Oltrepassare (2007), La morte e la terra (2011). Per Mimesis ha pubblicato La follia dell’angelo (2006), Volontà Fede e Destino (2008), La guerra e il mortale (2010), Pòlemos (2012), Dike (2015), Storia, gioia (2016).

Gerardus ‘t Hooft

Gerardus ‘t Hooft

Gerardus (Gerard) ‘t Hooft (Den Helder, 5 luglio 1946), fisico olandese, premio Nobel per la fisica nel 1999. Insegna fisica teorica all’Università di Utrecht nei Paesi Bassi.

Il premio Nobel gli è stato assegnato, con Martinus J. G. Veltman, per «aver spiegato la struttura quantistica dell’interazione elettrodebole». Gli è stato intitolato l’asteroide 9491 Thooft, di cui ha scritto una costituzione per i futuri abitanti. Ha vinto la medaglia Lorentz nel 1986. Il suo prozio Frits Zernike fu premio Nobel per la fisica. Il nome ‘t Hooft significa “la testa” (‘t è un’abbreviazione per “het”).