‘Mind over matter’: Stephen Hawking – obituary by Roger Penrose

Roger Penrose

The image of Stephen Hawking – who has died aged 76 – in his motorised wheelchair, with head contorted slightly to one side and hands crossed over to work the controls, caught the public imagination, as a true symbol of the triumph of mind over matter. As with the Delphic oracle of ancient Greece, physical impairment seemed compensated by almost supernatural gifts, which allowed his mind to roam the universe freely, upon occasion enigmatically revealing some of its secrets hidden from ordinary mortal view.

Of course, such a romanticised image can represent but a partial truth. Those who knew Hawking would clearly appreciate the dominating presence of a real human being, with an enormous zest for life, great humour, and tremendous determination, yet with normal human weaknesses, as well as his more obvious strengths. It seems clear that he took great delight in his commonly perceived role as “the No 1 celebrity scientist”; huge audiences would attend his public lectures, perhaps not always just for scientific edification.

tratto da The Guardian, 14 marzo 2018

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Roger Penrose

Roger Penrose (Colchester, 1931), di formazione matematico, si appassiona alla fisica teorica nei primi Anni ‘60, e rivoluziona immediatamente l’intero studio delle soluzioni delle equazioni della Relatività Generale, introducendo nel settore nuove e potenti tecniche topologiche.

Membro della commissione per il dottorato di Hawking a Cambridge (la cui tesi riguarda proprio varianti e applicazioni di un teorema stabilito da Penrose) prosegue insieme con Hawking tali studi, che culminano nel 1970 nei famosi teoremi di singolarità di  Hawking-Penrose.

In pratica, i due dimostrano che se si assume per vera la relatività generale, deve esserci stata una singolarità spazio temporale nel passato (il Big bang), edevonoesserci singolarità nel futuro (i buchi neri). Penrose prosegue poi i suoi studi immergendosi nell’altra grande struttura teorica della Fisica del XX secolo, la meccanica quantistica. Anche qui, apporta fondamentali cointributi, proponendo che il collasso della funzione d’onda quantistica sia dovuto all’interazione gravitazionale. Esperimenti sono progettati e costruiti proprio in anni recentissimi per verificare tale ipotesi.

Affronta poi il problema della mente e della coscienza, sostenendo la natura non algoritmica della mente, e dunque la non riproducibilità della stessa su una macchina (un programma che confligge in radice con gli assunti di Intelligenza Artificiale).  Fra le molte sue scoperte in Fisica e Matematica, spiccano anche le cosiddette “tassellature di Penrose”, che hanno aperto lo studio dei quasi cristalli, e che hanno influenzato artisti geniali come Escher (in contatto con Penrose negli  Anni ‘50).

Fra i numerosissimi premi, Penrose è stato vincitore del Wolf Prize, della Dirac Medal, della Copley Medal. Tra i suoi libri, il piu’ recente e’ Numeri, teoremi & minotauri(Rizzoli, Milano 2017).