Gerardus (Gerard) ‘t Hooft

Gerardus ‘t Hooft

 

Il premio Nobel gli è stato assegnato, con Martinus J. G. Veltman, per «aver spiegato la struttura quantistica dell’interazione elettrodebole». Gli è stato intitolato l’asteroide 9491 Thooft, di cui ha scritto una costituzione per i futuri abitanti. Ha vinto la medaglia Lorentz nel 1986. Il suo prozio Frits Zernike fu premio Nobel per la fisica. Il nome ‘t Hooft significa “la testa” (‘t è un’abbreviazione per “het”).

Emanuele Severino

Emanuele Severino (Brescia 1929), già ordinario di Filosofia teoretica all’Università di Venezia, è professore emerito della stessa Università.

Accademico dei Lincei è autore di opere fondamentali tra le quali, editi da Adelphi: La Struttura Originaria (1958), Studi di filosofia della prassi (1962), Essenza del nichilismo (1972, 1982), Destino della Necessità (1980), Oltre il linguaggio (1992), Tautòtes (1995), L’Anello del ritorno (1999), La Gloria (2001), Fondamento della contraddizione (2005), Oltrepassare (2007), La morte e la terra (2011).

Per Mimesis ha pubblicato La follia dell’angelo (2006), Volontà Fede e Destino (2008), La guerra e il mortale (2010), Pòlemos (2012), Dike (2015), Storia, gioia (2016). E per Rizzoli, oltre a numerosi contributi, i recenti: Il tramonto della politica (2017) e Dispute sulla verità e la morte (2018).